formAZIONE. ADHD: un seminario teorico-operativo firmato NapolinMente

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Un successo figlio delle sinergie e dell’impegno, della serietà e della professionalità, della passione e della Responsabilità.

Il 17 settembre 2016 non è stata semplicemente una giornata di formazione ma un momento di incontro tra mondi ed esperienze distanti ma complementari.

Quando un’Azienda del profit si mostra sensibile e prossima alle cause del no profit, al punto tale da rendere disponibili le proprie strutture per lo svolgimento di iniziative di fund raising, allora viene da pensare che qualcosa stia cambiando e che il senso di Responsabilità rispetto al Bene-essere Sociale stia, pian piano, coinvolgendo un numero sempre più consistente di persone.

Quando un Professionista stimato e super impegnato decide di sposare l’iniziativa prestando la propria Opera con il massimo impegno e la massima serietà, viene da pensare che al mondo l’interesse personale non è poi l’unica motivazione che determina le azioni umane.

Quando un gruppo di giovani armati unicamente del loro entusiasmo lo impiegano tutto per il raggiungimento di un comune obiettivo, allora viene da pensare che il Futuro è la Condivisione Creativa e Operativa di idee, risorse e sogni.

Grazie a tutti coloro che ci sono stati. Grazie a tutti coloro che continueranno a seguirci.

Un Grazie speciale alla Ranieri Impiantistica e al Dott. Ludovico Carnile.

Staff NapolinMente

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GUARDIAMOCI NEGLI OCCHI perchè “GLI OCCHI NON INGANNANO” – Veronica Siciliano

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Un animo Sensibile riesce a giungere al Cuore passando per la via degli Occhi. E’ l’Animo di Veronica che, ogni giorno, scruta attenta gli occhi leggendovi ogni cosa, ogni emozione, ogni piccolo mutamento d’umore.

Anche se la profondità

si riversa nell’animo,

attraversando l’inconscio,

gli occhi ne sono fonte esploratrice.

Un richiamo a ciò che è dentro,

è la loro visuale.

Si possono intravedere mille sensazioni ed emozioni.

Quando sono rivestiti di un velo limpido e cupo

essi emanano tristezza;

quando sono luminosi, vivi e lucenti,

essi esprimono un’intensa gioia.

Gli occhi sono una strada,

un sentiero non molto lontano da ciò che è dentro.

Veronica Siciliano

“Siamo realisti, esigiamo l’impossibile” – Na.Gio.Ja ospita NaDir

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E’ in corso la seconda edizione del Festival NaDir: per gli amanti della musica….e della Libertà.

7-8-9 luglio 2016, Polifunzionale Na.Gio.Ja di Soccavo.

ROTTA INDIPENDENTE
È stato un anno lungo e faticoso.
È iniziato con l’occupazione dello Scugnizzo Liberato, che ci ha tenuti impegnati ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, tra i lavori di riqualifica, l’allestimento del teatro, l’apertura del nostro sportello di consulenza NaDir FAQtory e l’organizzazione di diverse manifestazioni artistiche e culturali (dall’Impero dei Segni a Dirotta su NaDir passando per l’Open Stage). In questo tempo abbiamo continuato ad elaborare, adottare e promuovere il modello che abbiamo inaugurato con la scorsa edizione del NaDir Festival, costruendo questo percorso dal basso, attraverso l’aggregazione e le reti sociali con i colleghi e gli amici che ci hanno tenuto compagnia durante il viaggio. Un lavoro che ci ha dato soddisfazioni enormi, che ha continuato a confermarci che un modo alternativo di fare musica è possibile e che ci ha permesso di creare nuove relazioni e immaginare nuovi progetti con altre realtà che vedono il mercato con i nostri stessi occhi.

Per farcela, però, dobbiamo chiamarvi tutti alle armi: colleghi, amici, collaboratori, realtà indipendenti del territorio e non solo, pubblico. Perché nell’attuale mercato musicale fatto di individualismo e competizione, una realtà che non punta al profitto ma a un’etica, alla qualità e al valore artistico intrinseco rischia di essere schiacciata dal mercato – e con sè tutto il portato della piattaforma indipendente che con tanto successo e passione lo scorso anno è riuscita a mettere in campo. Partecipare al NaDir Festival non significa solo vedere un bel concerto, significa sostenere un modello preciso che si contrappone all’insostenibilità di un mercato musicale sottomesso ai dettami di grandi agenzie e realtà imprenditoriali. Per farcela serviamo tutti.

Per i dettagli dell’evento.

 

Redazione

(mai) NA.GIO.JA. Il Polifunzionale di Soccavo: storie di straordinaria periferia!

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Vivo al Rione Traiano dal 1992. Ci sono arrivata all’età di 9 anni dopo aver vissuto, per qualche tempo, in una zona abbastanza distante geograficamente e, decisamente di più, socialmente e antropologicamente. Ricordo come mi sentivo i primi tempi: spaesata, senza amici ma con una grande curiosità di vivermi lo spazio. Uscivo, così, qualche mattina a fare lunghe passeggiate per il quartiere. Ricordo il mio stupore nel vedere cose che prima non avevo mai visto: bambini di qualche anno più piccoli di me in sella ai loro scooter, famiglie intere e numerose che dimoravano nelle cantine degli edifici di case popolari, ambulanti che portavano la spesa fin sopra le abitazioni delle persone impossibilitate a muoversi, qualche strillo di troppo, è vero, proveniente da una casa o da una via, vuoi per una furiosa lite in corso, vuoi per goliardia.

La mia attenzione è stata spesso attratta da quel mausoleo grigiastro in cemento armato che dalla finestra della mia camera vedevo campeggiare alle spalle del campetto popolare, unico e solo spazio di aggregazione, incontro, scontro messo a disposizione degli abitanti del quartiere.

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– papà ma che è quel coso? perchè è abbandonato? – ho chiesto qualche volta a mio padre suscitando, in lui, un pò di imbarazzo giacchè non sapeva cosa rispondermi.

E me lo sono chiesta tante altre volte, nel corso degli anni, cominciando anche ad indispettirmi per lo stato di abbandono in cui versava e che la diceva lunga sull’atteggiamento che le istituzioni riservano ai quartieri come il MIO, che, nel frattempo avevo iniziato ad amare.

La risposta è arrivata un pugno di mesi fa, grazie all’impegno di un gruppo di cittadini riunitisi in un comitato che ha dimostrato di avere una notevole forza nell’esercitare pressione sulle istituzioni che, nel mentre, il turn over aveva reso aperte ad un dialogo reale e fattivo con le realtà dei territori.

Eccomi dunque a descrivere, con un pizzico di sano orgoglio, ciò che i cittadini delle periferie sono capaci di fare.

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“NA.GIO.JA”

Il Centro NaGioJa nasce dalla necessità di spazi di aggregazione per garantire luoghi in cui i giovani possano esprimere le loro passioni e soddisfare le proprie esigenze, luoghi che siano capaci di accogliere il costante bisogno di attività e attenzioni degli abitanti.
Il centro giovanile nasce all’interno del Polifunzionale, da decenni in stato di abbandono e degrado, che fu pensato negli anni ’70 per trasformare il tessuto urbano, favorire così una più equilibrata distribuzione dei servizi e delle infrastrutture eliminando le condizioni iniziali di abbandono e di degrado edilizio, ambientale e sociale che investivano tutta la zona flegrea.
La naturale conseguenza è stata la nascita della campagna “Riprendiamoci il Polifunzionale“, ad opera di abitanti che si sono attivati per la restituzione di questi spazi al quartiere con varie azioni di denuncia e di indagine sulle esigenze territoriali.
La cittadinanza attiva è stata così promotrice di una scrittura partecipata dei regolamenti della struttura. Attraverso delle consulte pubbliche gli abitanti hanno formulato le proprie istanze decidendo così in merito alle proprie necessità che hanno trovato spazio in una struttura fin ad allora abbandonata!
Dall’apertura il centro viene animato e valorizzato da un’assemblea coordinata da varie realtà di base, associazioni e da singoli abitanti del territorio che ne promuovono una gestione collettiva in divenire. L’assemblea è aperta a tutti coloro che vogliono alimentare questo processo di partecipazione, proporre ed organizzare attività.

PARTECIPA E DECIDI ANCHE TU DEL TUO TERRITORIO!

 

Virginia Capuano

Responsabilità Sociale d’Impresa: qualcosa sta cambiando

CRS

In un sistema economico nel quale due grandi forze inerziali vanno in direzione del benessere del consumatore e della creazione di valore per l’azionista, la tutela dell’ambiente e i diritti del lavoro rischiano di restare fuori dai radar.

Con queste parole l’economista Leonardo Becchetti ha presentato i risultati di un’indagine intitolata “I valori della responsabilità d’impresa: la risposta dei cittadini e la classifica delle imprese”. Becchetti ha spiegato: Il mondo in cui viviamo sta però rapidamente cambiando  e la globalizzazione spingerebbe verso alcuni valori di fondo tra cui la creazione di valore economico socialmente ed ambientalmente sostenibile.

L’indagine evidenzia alcuni elementi che segnerebbero un punto di svolta.
Le forze positive che premono in questa direzione sono:

  • la pressione dal basso dei cittadini che votano col portafoglio attraverso i consumi e risparmi etici;
  • le istituzioni che fissano regole progressivamente più stringenti per tutelare la dignità del lavoro dei propri cittadini, la loro salute e l’ambiente in cui vivono;
  • l’ambizione più alta di molti imprenditori che si pongono in misura sempre maggiore l’obiettivo dell’impatto socio-ambientale e della generatività e non solo quello del profitto.

Tra le conseguenze e le piste di lavoro indicate dall’economista, figurano quelle relative alla necessità di un sistema fiscale più equo, che premi i comportamenti virtuosi e faccia pagare di più agli altri.

La Csr, dunque, ci riguarda tutti da vicino.

Il tema della responsabilità sociale ed ambientale d’impresa è diventato ormai centrale anche nell’agenda internazionale. Lo testimonia, tra le altre cose, il dodicesimo dei 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile lanciati dalle Nazioni Unite (i nuovi “millennium develoment goals”) che si propone di “Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili”.

Il motivo di questa crescente popolarità è ben noto: riconciliare pulsioni individuali al profitto e bene comune.

In un mondo dove le istituzioni fanno fatica ad imporre regole a livello globale i cittadini chiedono in misura sempre maggiore conto alle imprese dei loro comportamenti.

La novità degli ultimi tempi è il mutato atteggiamento delle imprese che sembrano essere sempre più consapevoli che la loro sostenibilità economica dipende anche dalla minimizzazione dei conflitti con i portatori d’interesse che è il risultato della loro politica di responsabilità sociale. Tanto più quando circa il 40% della finanza gestita dai fondi d’investimento in Europa sceglie i titoli da mettere in portafoglio anche sulla base dei giudizi sintetici di rating etico che fanno la media tra una molteplicità di singoli indicatori che guardano ad ambiente, lavoro, diritti umani, governo d’impresa e qualità del prodotto.

Redazione

Fonti

Fonti

Cara Amica -Veronica Siciliano ci parla di Amicizia…

foto amicizia

Il valore dell’Amicizia, quella con la A maiuscola, descritto con parole sentite, profonde, emozionanti…la più bella dedica che mi sia mai stata fatta!

Un sorriso sempre pronto da regalare,

uno spiccato senso dell’ironia,

ma anche un’espressione radiosa e d’intensa profondità.

Gli occhi riflessi che danno un senso di tenerezza,

ma sempre con tanta voglia di andare avanti

anche di fronte ai momenti più bui.

La sua spontaneità e quell’essere semplice

richiama in me una grande stima.

 

Veronica Siciliano

 

 

Sognando …. Il teatro: Arte Salute, Mentale e Territorio si incontrano all’ex Asilo Filangieri

l infinita ombra del vero

Si è tenuta venerdì, 11 marzo 2016, nel magico teatro dell’ex Asilo Filangieri di Napoli, la speciale serata dedicata all’incontro tra Arte, Salute Mentale e Territorio: una manifestazione dal sapore innovativo e dalle oniriche atmosfere create dalla magistrale regia di Giuseppe Fonzo.

L’infinita ombra del vero”, la messa in scena della dimensione onirica realizzata dagli stessi protagonisti dei sogni rappresentati: gli utenti-attori del centro di Salute mentale di Benevento.

Uno spettacolo carico di emozioni, un’esperienza densa di significati.

L’infinita ombra del vero” è, infatti, il frutto di un incontro, quello tra l’ARTE, i percorsi per la SALUTE MENTALE ed il TERRITORIO.

Un TERRITORIO che venerdì sera ha dimostrato che i tempi sono ormai maturi per andare alla ricerca di sempre nuovi spazi, tempi ed occasioni in grado di favorire l’INCLUSIONE e la moltiplicazione di esperienze di apertura delle strutture al territorio e del territorio alle strutture.

L’ex Asilo Filangieri è senza dubbio uno spazio speciale nel quale l’Arte e la Cultura incontrano l’impegno politico e sociale, un luogo ideale per ospitare un momento di confronto sulle possibilità riabilitative e di inclusione dell’Arte.

In questo spazio di riflessione, illuminante è stato l’intervento del Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Benevento, il Prof. Lucio Luciano: “il teatro, nell’ambito dei percorsi per la salute mentale, diviene il luogo privilegiato dove finalmente si può non recitare ma far emergere la nudità della propria poesia di uomini che utilizzano un linguaggio estremo per esprimere esperienze di vita estreme. Il cuore dell’aiuto per la salute mentale viene qui a costituirsi innanzi tutto nella creazione di spazi per la comunicazione serena e libera, dove chi parla e chi ascolta lo possa fare essendo pienamente sincero con la propria umanità, fino alla debolezza che tranquillizza e allo stato di nudità che affratella; perché gli uomini che vivono esperienze di realtà non comuni, vivono una condizione di tremenda solitudine ed il primo intervento di cura consiste proprio nel liberarli dal terrore della incomunicabilità, offrendo loro questo spazio di libertà di espressione “ad invasività nulla” e senza ombra di “cattura” della persona”.

L’impegno per l’inclusione, il superamento dello stigma ed il benessere sociale trova, dunque, nelle arti espressive canali privilegiati per la sua realizzazione.

Ma chi sono i protagonisti di questa lotta? Quali sono gli infaticabili attori di questo impegno?

E’ un esercito di persone che ogni giorno lavora e combatte perché le condizioni di disagio possano trovare sollievo. Si tratta di tutto il mondo del no profit, un mondo fatto di associazioni e cooperative per le quali la mission consiste proprio nel creare le condizioni per il superamento del disagio e la rinascita sociale dell’individuo.

Sul palco dell’ex Asilo Filangieri non poteva mancare un rappresentante di questo “esercito”: il Presidente della Cooperativa Sociale ERA, gruppo GESCO, da anni impegnata nell’erogazione di servizi di sostegno al disagio, il Dott. Giacomo Smarrazzo.

Un intervento semplice, il suo, di immediata comprensione anche per i non addetti ai lavori, che ha stimolato il dibattito sulla necessità di una sana e produttiva integrazione tra i livelli del pubblico, del privato sociale e della cittadinanza attiva in vista di un obiettivo che non sembra più essere così lontano: il miglioramento della qualità di vita delle persone fragili per la crescita generale dei livelli di benessere sociale.

A seguire l’interessante contributo della Psico-Analista, D.ssa Maria Luisa Califano che ha affascinato l’uditorio narrando di esperienze di sogni e di sognatori introducendo il pubblico a quella dimensione onirica nella quale “L’infinita ombra del vero” lo ha poi condotto.

Virginia Capuano

“L’infinita ombra del vero”

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“Questa intera creazione è essenzialmente soggettiva, e il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena, l’attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l’autore, il pubblico e il critico.

(Carl Gustav Jung)

L’ex Asilo Filangieri, spazio aperto dedicato alla promozione dell’arte, della cultura e dello spettacolo, che dal  2 marzo 2012  va consolidando una pratica di gestione condivisa e partecipata di uno spazio pubblico, accoglierà venerdì, 11 marzo 2016 una speciale serata dedicata all’arte teatrale ma anche alla riflessione sui temi  della Salute Mentale e sulle possibili connessioni con l’Arte ed il territorio.

“L’infinita ombra del vero” è il titolo della rappresentazione teatrale realizzata dalla compagnia Magnifico Visbaal in collaborazione con gli utenti dell’Unità Operativa Complessa Salute Mentale di Benevento e promossa dall’associazione NapolinMente. La regia è di Peppe Fonzo, attore, regista, drammaturgo sannita, che descrive il progetto  come “la rappresentazione onirica dei sogni di ognuno di loro”. Queste le parole del regista:

“mi piaceva pensare alla memoria confusa, quella del mattino al risveglio da un sogno o da un incubo. Sogni, quindi, che portiamo in scena in tutte le sfaccettature e che spesso sono specchio di una realtà contingente”.

Lo spettacolo sarà introdotto da un Talk  sull’auspicabile relazione tra salute mentale, arte e territorio che vedrà coinvolti esperti ed operatori del settore. Seguirà una performance di Veronica Siciliano, utente del CDR “Fiera Dell’Est” dell’Unità Operativa di Salute Mentale 26 (ASL Na 1 Centro) con una lettura recitata dei versi pubblicati sul blog di NapolinMente e sul giornalino realizzato insieme agli operatori della Cooperativa Sociale ERA (gruppo Gesco). Il fulcro dell’evento  sarà dunque la “partecipazione attiva e creativa”  degli utenti della salute mentale, potente elemento trasformativo capace di potenziare le risorse possedute dai singoli  e al contempo in grado di apportare una serie di benefici sul livello individuale, culturale e sociale alla comunità.  Tramite l’attivazione di processi trasformativi rivolti alla persona e alla collettività, il teatro è in grado di incidere sulla rappresentazione sociale della sofferenza mentale, sul coinvolgimento della comunità e sul potenziamento delle reti di sostegno; la realizzazione di prodotti artistici rappresentabili ad un pubblico, esterno ai servizi di salute mentale  può dunque contribuire a promuovere e sostenere il  benessere sociale.

Sul piano culturale, la messa in scena de “l’infinita ombra del vero” ha incoraggiato processi di collaborazione tra arte teatrale, psichiatria e promozione sociale nel tentativo di favorire l’incontro fra salute mentale e cultura e nel contempo promuovere una percezione positiva della follia.

L’evento è volto ad avviare dunque un processo di consolidamento di relazioni positive, con attenzione alla costruzione di collaborazioni  formali con organizzazioni territoriali, nel tentativo di favorire una presa in cura collettiva delle persone, non più semplici utenti ma risorse intese come mezzo umano dotato di attitudini conoscenze e competenze che possano arricchire il panorama sociale, culturale e produttivo.

 

Redazione NapolinMente